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Facile come respirare.

Saranno cazzi?

In realtà sarebbe un processo naturale, spontaneo, ma almeno per me non è così e lo sto scoprendo in questo ultimo periodo grazie ad alcuni maestri.

Alcuni teneri e amorevoli, altri un po? più duri e severi.

Ma loro sono le mie guide ed io non posso non affidarmi.

Vengono da me in varie forme, e il messaggio del respiro me lo hanno portato scritto in diversi modi.

Il primo messaggero è stata Cinzia. Lei per prima mi ha acceso la lampadina. La sua storia è sua. La malattia è sua, i messaggi che ci sono dietro sono i suoi. Però se anche io faccio parte del cast evidentemente un motivo c?è e non può essere solo darle una spalla. Sono sicura che i messaggi ci sono anche per me e sicuramente più di uno. Ma questo mi ha colpito al cuore.

Tutti potremmo morire domani, e quindi? Quindi cosa faresti se sapessi di avere poco tempo?

Io non riesco a pensare a cose grandi: sono piuttosto pigra ed inoltre la mia scarsa autostima mi impedisce di fare progetti rivoluzionari. Il mio istinto mi ha parlato e mi ha detto chiaramente cosa fare: ?riempi ogni respiro?. Ma riempi di che? Di aria? Troppo banale.. Lo riempirò di quello che dà un senso alla vita: di emozioni, di sensazioni, di amore e tristezza, di lacrime e sorrisi. Di tutto ciò che il mio cuore è capace di sopportare.

Grazie Cinzia

Il secondo maestro, ma non in ordine di importanza è una persona speciale che non saprei come definire? userò il ?vestito? che indossa quando si occupa di me: il mio Osteopata.

Ovviamente il collegamento osteopata/respiro sembra scontato ma questa cosa va oltre. I migliori maestri non ti insegnano a parole o gesti. Non ti spiegano, a volte ti fanno vedere come devi fare, ma quello che fa veramente la differenza è che loro sono quello che spiegano e lui mi ha portato con sé a respirare. Difficile da spiegare, ma in modo molto naturale, molto più naturale di quello che uso io per respirare, ha respirato con me. Senza dirmi cosa stava succedendo ha semplicemente respirato con me. Nessuno lo ha fatto prima. O almeno non me ne sono accorta. Per questo non lo ringrazierò mai abbastanza. E tra le altre cose è migliorato molto anche il mal di schiena, ma questo è un effetto collaterale?

Grazie Massimo.

Il terzo maestro si chiama Vipassana.

Che è? Una tipologia di meditazione che ha come finalità quella di fare tacere la mente ?operativa?. Quella che parla parla parla e ci distrae dalla vita vera. Il modo in cui lo fa è attraverso il respiro. La cosa strana è che non l?ho cercata io. Non sapevo neanche cosa fosse, mi ha trovato lei e mi piace un sacco.

Grazie VIpassana

Ma c?è un ultimo maestro, o meglio una maestra. La mia maestra di sempre, che stavolta è venuta in una veste a me cara. Parlo della Morte. E stavolta la morte della mamma.

Non è stata la morte in sé che mi ha fatto riflettere, almeno non sul respiro. Ma i giorni brevi per fortuna della malattia.

La mamma si è ammalata di polmonite che poi ha degenerato e non ce l?ha fatta. All?inizio ha avuto una febbre alta e l?abbiamo portata al Pronto Soccorso. Qui i medici l?hanno subito intubata e sedata. La cosa che mi ha colpito è stato quello che poi ci hanno raccontato. Sono rimasti tutti colpiti. La mamma aveva un tasso di ossigenazione del sangue ai limiti della vita e quello che li ha sorpresi era il suo atteggiamento. Era tranquilla, e a loro dire, una persona in quella situazione di solito manifesta uno stato di agitazione, irrequietezza, fame d?aria. Lei no. Sembrava fosse normale per lei. Noi lo sappiamo perché.

Lei aveva smesso di respirare tanti anni fa. Lo faceva il minimo indispensabile, non un niente di più. Questo mi ha fatto ancora di più pensare. Quanto sto respirando io? E non parlo di ossigenare il mio sangue, parlo di sentire, di provare, di vivere.

Allora ora ancora di più riempirò ogni singolo respiro. Lo riempirò di profumi, di silenzi, di colori e di abbracci. Lo riempirò di tutti gli sguardi del mondo e respirerò per chi non può più respirare, che sia vivo o meno.

Grazie mamma.