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Prendi in mano una parola.

Guardala, toccala, annusala, assaggiala.

Non si può?

Non lo sappiamo ancora fare ma si può.

È uno dei miei giochi, una delle mie piccole percezioni positive nel presente.

Io lo so fare, ma non perché sono brava, perché ho scoperto che le parole non sono quello che sembrano.

Le usiamo o loro usano noi, in modo sbagliato.

Mi piace costruire cose, mi escono le cose belle dalle mani che sono attaccate al cuore e quando una cosa bella è uscita è il momento speciale: il vestito.

Ogni cosa bella, importante, preziosa merita una confezione speciale.

E deve essere all?altezza, altrettanto bella, importante, preziosa.

Scelgo la carta, e a volte non è neanche carta. Importante che sia degna del suo contenuto.

Nastri, o spago, o niente ma un niente che riempie un non vuoto.

Decorazioni, scritte a mano o un link a una pagina web che parla della cosa bella che è uscita dalle mie mani attaccate al cuore. Non importa. Non c?è una regola, può essere vera o virtuale, vecchia o nuova, colorata o in bianco e nero, banale o originale, ma sempre e comunque speciale, perché è il vestito della bellezza e dell?amore che contiene.

Bene, questo sono le parole.

Vanno scelte e devono essere all?altezza della cosa bella che contengono.

E non solo quando vogliamo dire qualcosa di particolare, di importante, ma sempre.

Perché sempre? Perché anche quando sembra che siano di circostanza, inutili o superflue, nel mondo del cuore che costruisce cose belle con le mani non esiste l?inutile o il superfluo e ogni parola crea.

Con le parole incartiamo l?energia. E ogni energia ha un vestito adatto.

Lo facciamo troppo poco, troppe parole vuote.

Quanto mi piace preparare le parole piene, anzi, non serve neanche di impegnarmi troppo.

Mi basta accendere il cuore e aprire la bocca. O aprire il cuore e accendere la bocca? non lo so.

Ma le parole piene mi fanno bene, soprattutto le mie.

Mi piace incartare quello che sento, scegliere, selezionare, assemblare e consegnare.

E quando escono dalla bocca non sono fatte solo di aria. Vibrano, respirano, sono calde e piene. Hanno una forma, un odore, un sapore, una luce e un colore e quando arrivano a chi le sto donando scoppiano come una bolla di sapone e lo avvolgono.

Le parole piene arrivano, e lo vedi, lo senti.

Sono diverse, sono speciali.

La mia preferita è ?grazie?.

Lei è quel dolce che ti viene bene sempre e che quando lo regali a qualcuno lo fai felice.

Il mio grazie è pieno, pesante, vivo e innamorato.

Vale mille volte di più di un ?ti amo?, perché è avvolto di amore vero, che riscalda e consola, che riconosce e sostiene, che incoraggia e appoggia.

È una danza che coinvolge le labbra e il cuore, gli occhi e le mani, dove il suono è solo la base musicale.

Nel mio mondo ci sono solo parole piene, ci sono solo parole vive, parole che respirano, parole come me.