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My ImageMettiamo che ho scoperto che mi trovo al buio.
E già è qualcosa
Mettiamo che mi accorgo che il buio mi fa paura.
E già è qualcosa
Mettiamo che mi accorgo che qualcuno o qualcosa ha spento la luce per farmi paura perché vuole avere potere su di me.
E già è qualcosa
Che cosa faccio?
Come sempre ho milioni di opzioni, ma me ne vengono in mente tre interessanti:
1) Non faccio niente. Continuo nella paura, rinuncio alla luce, la dimentico, passo oltre, lascio che accada quel che deve accadere, che chi ha spento la luce mi usi senza oppormi
2) Mi ribello. Alla paura sostituisco l?odio, il disprezzo che poi non sono altro che paure travestite e inizio a combattere contro il colpevole. Chi mi sta facendo questo deve essere punito, sputtanato, tutti devono saperlo. Come si è permesso? Che sia una malattia, un governo, un mass media, un immigrato, un razzista, un vicino di casa o un prete? vestiti diversi per il colpevole di turno. Odio che si aggiunge alla paura e la miscela diventa esplosiva.
3) Mi sveglio. Il buio non esiste. O meglio, è solo l?assenza di qualcosa, non solo l?effetto della cattiveria o dell?ignoranza. E se mi accorgo di questo trovo l?unica soluzione possibile: accendo la luce. Con la luce posso vedere, posso vedere dove sono, chi sono, che faccia ha chi l?ha spenta e probabilmente scoprirò solo altra paura e altra rabbia che però sono fuori di me. E da questa nuova prospettiva potrò accendere la luce tutte le volte che voglio, anche se me la spegneranno di nuovo.
La riaccenderò alla prossima delusione, alla prossima malattia, al prossimo sopruso. E ne farò tante piccole candele che illumineranno gli interruttori di chi è vicino a me affinché non cada nella trappola del rinunciare o peggio del combattere il colpevole.