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Ho fatto pace

È successo ieri, saranno state le 16.00 circa, stavo aspettando in macchina.

Cerco sempre di arrivare puntuale agli appuntamenti.

Mi piace immaginarmi una rotella di un ingranaggio e contribuire al funzionamento del sistema cercando di sincronizzarmi con le altre rotelline?

L?altra rotellina ha altri modi per contribuire al sistema e la puntualità non è fra questi, quindi aspetto.

Mi piace aspettare, è una di quelle cose che mi fa sembrare debole.

Secondo tanti dovrei protestare, sentirmi offesa e poco rispettata.

Arrabbiarmi e chiedere di vedere onorati i miei diritti.

Probabilmente è così? ma non mi interessa questa opzione.

Preferisco la mia.

Aspettare è tempo perso? Per me è tempo regalato.

E siccome ci credo e a volte anche ci spero, mi faccio sempre trovare pronta a scartarlo questo regalo.

Mi porto dietro un libro, un quaderno, ora anche il telefono con gli ebook.

E se mi capita come ieri di non averne, ho sempre la mia immaginazione, il mio corpo, il mio mondo.

Mi metto a fantasticare, a guardare in giro, a giocare con le mani.

Roba da bambini, un tesoro prezioso.

È di solito in questi momenti di vuoto pieno che vedo spuntare delle parole.

Mi vengono su, non le sento pronunciate, non le leggo, nascono come dei fiori.

Ma non un po? per volta, come nascono le piante.

Tutte insieme. Una frase di solito.

Stavo sdraiata ad aspettare. Avevo tirato giù il sedile perché stare seduta in macchina con il mal di schiena non è facile.

Respiravo bene. Occhi chiusi nonostante qualche pensiero dispettoso su cosa avrebbe pensato mi mi avesse visto lì?

Ma non era così fastidioso e riuscivo a non ascoltarlo.

Proprio lì, sono nate.

Le parole della resa, della pace, della promessa.

?Tu mi presterai i tuoi occhi, io ti presterò la mia voce?.

Stavo promettendo qualcosa di speciale al mio Cuore.

Sto imparando piano piano che i momenti in cui mi sento veramente bene è quando mi concedo di essere come sono. Di seguire l?istinto senza troppe storie, di agire, parlare, abbracciare, vivere senza censure.

La libertà che tanto cerco è già qui, devo solo farla uscire.

Ho scelto ieri, e adesso di onorare la promessa.

Il mio Cuore mi farà vedere le cose come sono realmente. Senza filtri e senza paure.

Senza limiti e senza condizionamenti.

Senza se e senza ma.

Senza compromessi e senza condizioni.

E io onorerò la mia promessa: gli darò voce.

Lascerò che parli per me, attraverso di me.

Non solo con le parole, ma con i gesti.

Costruirà cose, farà esperienze, conoscerà mondi nuovi, condividerà il suo sapere, abbraccerà, bacerà, farà l?amore insieme a me.

Insieme sarà la nostra parola, la nostra promessa matrimoniale.